CONTRO I VIRUS,I BATTERI E LA TRISTEZZA

sabato 24 settembre 2011

A LE MOSSACCE TRATTORIA DIVINA DI STEFANO FANTONI QUANDO SI LIBERA UN TAVOLO I CLIENTI SCHIZZANO DENTRO PIU' VELOCI DEI NEUTRINI DI CUI ORA E' IN USO PARLARE ! E NEANCHE IL SOFISTICATISSIMO REGISTRATORE DI VELOCITA' DELLE PARTICELLE SUBATOMICHE DEL GRAN SASSO POTREBBE REGISTRARE LA VELOCITA' CON CUI VIENE DIVORATO LO SPEZZATINO DELLE MOSSACCE TRATTORIA DIVINA !





Alla velocità del neutrino.

“Non vedi quanto più veloci e lontano devono andare, e percorrere una maggiore distesa di spazio, nello stesso tempo che i raggi del Sole riempiono il cielo?”. A parlare è Lucrezio, nel suo capolavoro La natura delle cose, riferendosi ai simulacri che fluiscono di continuo e in ogni direzione sulla superficie delle cose, e producono le impressioni visive negli occhi degli osservatori. Ma a parlare potrebbe anche essere il portavoce del Cern, che oggi ha annunciato che alcuni esperimenti mostrerebbero che i neutrini possono andare a velocità superiore a quella della luce, appunto.
Prima di Lucrezio, la teoria di Epicuro assegnava ai simulacri una velocità ovviamente inferiore a quella della luce. Analogamente, prima dell’annuncio di oggi, facevano i fisici con i neutrini: particelle che, in qualche modo, sono sempre state collegate alle ricerche italiane. Infatti, alcune delle intuizioni più profonde al loro riguardo erano state fatte da Bruno Pontecorvo, fratello del regista. Intuizioni che, opportunamente sviluppate e confermate, portarono molti scienziati al premio Nobel (nel 1988, 1995 e 2002). Ma il premio non andò mai a Pontecorvo, che fu punito per essere scappato nella direzione sbagliata (in Unione Sovietica) dopo la guerra.
Se le osservazioni effettuate dal team di Antonio Ereditato fossero confermate, la memoria di Pontecorvo sarebbe finalmente vendicata da un italiano. Il condizionale, però, è d’obbligo. Già altre volte, infatti, i neutrini hanno riservato sorprese. Ad esempio, a lungo si pensava che non avessero massa, e andassero alla velocità della luce. Poi si scoprì che una massa ce l’avevano, e che dunque dovevano andare un po’ più lenti. Oggi, ci dicono che invece vanno un po’ più veloci. Certamente una delle tre alternative è quella giusta, ma quale? E, se fosse quella annunciata oggi, che succederebbe?
Sgombriamo subito il campo da un’interpretazione sensazionalistica, che è circolata ad arte insieme alla notizia dell’esperimento.

 La relatività di Einstein non prevede affatto che la velocità della luce non possa essere superata! Lo si dice continuamente, ma questo non significa che sia vero. Ciò che la relatività prevede, è soltanto che ci debba essere una velocità limite che non può essere superata.

Gli esperimenti finora sembravano indicare che questa velocità insuperabile fosse quella della luce nel vuoto, e forse dovremo cambiare espressione: invece di dire che non si può superare la velocità della luce, magari un giorno diremo che non si può superare quella dei neutrini.
Una possibile riformulazione dell’annuncio, dunque, è semplicemente che la velocità massima prevista da Einstein non è quella della luce, bensì qualcosa di molto prossimo ad essa: la differenza sembra essere di 60 nanosecondi sul tempo di percorrenza della distanza di 730 chilometri tra il Gran Sasso e il Cern, tra i quali si è fatto l’esperimento. E questa differenza infinitesimale sarebbe appunto sfuggita negli esperimenti fatti finora sulla luce: un fatto sperimentale interessante,ma certo non una tragedia teorica.
Coloro che preferiscono le rivoluzioni, si chiederanno se l’errore non stia invece, più che nelle misure sulla luce, nella relatività stessa. Tentare di buttare giù dal piedestallo Einstein, come lui aveva fatto con Newton, è una tentazione troppo grande per resisterle. Purtroppo per i giovani turchi della fisica, la relatività è confermata da miliardi di esperimenti, e non ne basterà uno solo a scalzarla. D’altronde, era Einstein stesso a dire che “la scienza non è una repubblica delle banane, dove le rivoluzioni succedono ogni giorno”: ovvero, ribellarsi è giusto, ma il successo non è garantito.
Piergiorgio Odifreddi da repubblica.it


domenica 7 agosto 2011

METTI CHE UN GIORNO,A PRANZO A LE MOSSACCE DIVINA TRATTORIA,TU ABBIA COME COMPAGNO DI TAVOLA UN PROFESSORE DEL MAGGIO MUSICALE FIORENTINO. -UNA LEZIONE DI MUSICA SORSEGGIANDO IL BADIA A COLTIBUONO. -PARLANDO DI MAURICE RAVEL MA ANCHE DI BERTRAND RUSSEL : TUTTO CIO' PUO' ACCADERE A LE MOSSACCE DIVINA TRATTORIA DOVE MOLTI ANNI FA' EBBI VICINO DI TAVOLO ANCHE UN GRANDE STUDIOSO ORDINARIO DI MECCANICA RAZIONALE E MAGNIFICO RETTORE DELL'UNIVERSITA' DI FIRENZE.



Metti che un giorno,a pranzo a Le Mossacce,fra un pesto genovese su tagliatelle fatto come Dio comanda  con toscanissimo basilico della Casa coltivato a Rignano sull’Arno e uno spezzatino degno delle mense Medicee,ti accorga di avere come compagno di tavola un bravissimo professore di violino dell’Orchestra  del Maggio Fiorentino.

Metti anche che tu sia ,oltre che un  goloso , un appassionato di musica.

Può accadere  che tu approfitti della cordialità che caratterizza i musicisti per  poter dialogare appassionatamente e porre loro domande volte a colmare la tua curiosità perché la musica.sorella della matematica ,come diceva Bertrand Russel, ti affama di curiosità proprio come la Matematica.

Così  accadde a me quel giorno  che al tavolo ebbi accanto quel professore e  ne approfittai per chiedergli  chiarimenti sul celebre  Bolero di M.Ravel e ne ottenni gratuitamente una prestigiosa lezione di Storia della Musica mescolata ad un po’ di Analisi Musicale..

E così parlò il professore:

“Uno dei pezzi più sconcertanti  che la storia della musica conosca”  secondo il musicologo e compositore G. Manzoni.
Nato nel 1928 come balletto per la ballerina russa  Ida Rubinstein che poi lo avrebbe danzato  sopra di un tavolo, ( più o meno come qui ,nella foto , la celeberrima dea della danza Silvie Guillem), il Bolero inizia nella tonalità di Do magg. in “pianissimo” ,con il solo flauto, su un ritmo impercettibile ma pulsante di tamburi per passare poi a strumenti o a gruppi di strumenti sempre diversi, in un “crescendo” irresistibile che diventa poi una vera e propria ossessione sonora e ad una allucinante tensione sonora e ritmica quasi insopportabile fino ad esplodere, poco prima della fine, in una tremenda modulazione dal Do magg al Mi magg che allenta quella irresistibile tensione e poi finisce nuovamente in Do Magg.
Facilissimo verificare tutto ciò ascoltandolo su Youtube.
Incredibile la sensazione liberatoria data da quella modulazione Do magg-Mi maggiore.


sabato 8 gennaio 2011

STORIE DI SALSICCE. HO LETTO LA TUA MAIL. LA MIA OPINIONE E' CHE "CONOSCERE" LE PROTEINE ,NEL SENSO DI POTERNE PARLARE SPIEGANDOLE,SIA UN FATTO MOLTO IMPEGNATIVO.NOI SIAMO AMMASSI DI PROTEINE MA SONO PROTEINE ANCHE SOSTANZE AGGRESSIVE COME IL VELENO DEL COBRA E DELLA VIPERA O LA CORTECCIA ESTERNA DI UN VIRUS O LA TERRIBILE NEUROTOSSINA DEL BOTULINO.



Ne leggeremo assieme same place,same time e speriamo di riuscire,integrandoci a vicenda per combattere la nostra ignoranza,o almeno la mia, su queste sostanze organiche di cui siamo in prevalenza composti se si omette l'acqua.
Per ora mi ricordo solo che le proteine sono composte da sequenze di solo  15-20 amminoacidi dell'enorme quantità di quelli esistenti in natura,che  esse sono rappresentate da molecole grandi,di elevato peso molecolare,che esse esistono del tipo semplce  e del tipo coniugato.
Ricordo anche che ogni proteina presente nelle nostre cellule svolge una determinata funzione,che le proteine sono composte dai suddetti amminoacidi legati in sequenza come un filo di salsicce ma che tra una salsiccia e la successiva si trova un legame peptidico e che le salsicce vengono chiamate residui.
Ricordo inoltre  che le proteine vengono classificate in 4 tipi di struttura,che nonostante la loro tendenza a formare file di salsicce esse generalmente preferiscono avvolgersi e ripegarsi a formare strutture a tre dimensioni di tipo globulare.
So anche che le proteine,se maltrattate duramente,ad esempio sottoponendole ad alte temperature o pH diverso da 7, possono perdere definitivamente la loro struttura originaria e la loro attività biologica; di questo fatto me ne sono accordo, cuocendo l'uovo al tagamino, nel vedere la fine fatta dall'albumina ,un proteina diffusissima  anche nel nostro rganismo,che da liquida e pressochè incolore diviene solida e bianca (comunque buonissima con pepe e noce moscata!).
Non so altro.
Porta comunque tutti i libri,gli appunti e le slides ( se  le hai).
Ho messo in foto un disegno rappresentante l'emoglobina,ben nota proteina del tipo coniugato,  appartente alla struttura del 4° tipo.Nella figura si nota,come sai,una importante molecola "estranea" alla proteina ma ad essa coniugata,il gruppo eme.
Chiamami e non scrivere su Style perchè non funzionano i commenti.




domenica 26 dicembre 2010

LE MOSSACCE DIVINA BLOG: LA MODELLA DEL LOGO DEL GOLOSO FREQUENTATORE TRIMALCIONE.