CONTRO I VIRUS,I BATTERI E LA TRISTEZZA

domenica 3 ottobre 2010

LETIZIA GIULIANI ,COME MAGGIODANZA, E' UN PRODOTTO DEL CREATORE,UN'OPERA D'ARTE,COME LA MUSICA DI BACH,LA LETTERATURA,LA MATEMATICA E TUTTO IL SAPERE. E OPERE D'ARTE LO SONO,IN QUANTO PRODOTTO DI NOBILI OPERATORI DI UN'ARTE TRAMANDATA IN FAMIGLIA, ANCHE I CIBI ED I VINI CHE LE MOSSACCE DIVINA TRATTORIA DI FIRENZE CI OFFRE.


Abbiamo già parlato in un precedente post de la celebre Prima Ballerina de la storica Compagnia di   MaggioDanza, una istituzione orgoglio di Firenze,ma ne riparliamo a seguito della e-mail di un lettore: "Cara Trattoria è meraviglioso che scriviate sulla danza e su Letizia Giuliani in un brutto periodo per l'arte come quello attuale e vi prego di rendere nota questa intervista a Letizia ,del  marzo 2009,  incontrata nel web":

"Ha lunghi capelli rossi e sguardo allegro. Adesso ho capito perché mi sembra di conoscerla: è Letizia Giuliani, giovane prima ballerina di MaggioDanza. Nel corso degli ultimi anni l’ho vista danzare in più occasioni, sempre con mio gran diletto. Letizia eccelle nell’interpretazione dei balletti romantici in repertorio, come Giselle, ma non si è mai negata alla contaminazione con i linguaggi più contemporanei, come quello di Virgilio Sieni. Molti la considerano una danzatrice entusiasmante, ed è indubbiamente un talento fuori dal comune….…“Ciao Letizia, sono un tuo ammiratore…” Mi fa cenno di sedermi e dopo cinque minuti stiamo già parlando del più e del meno. Mi faccio raccontare della sua apparizione all’ultimo festival di San Remo, ma soprattutto della recente lunga tournée italiana della sua compagnia. Mentre parla di MaggioDanza la ballerina romana si intristisce, perché la direzione del Maggio Musicale intende chiudere la formazione nonostante che abbia un grande valore ed un buon successo. Letizia mi informa che, al momento, non sono stati rinnovati più di dieci contratti, che i più giovani se ne vanno e che perfino alcuni veterani rischiano di non essere riscritturati. Che tristezza l’Italia! "
(http://ridanzare.wordpress.com/2009/03/06/l%E2%80%99amore-secondo-letizia-giuliani/)

sabato 18 settembre 2010

LE MOSSACCE DIVINA TRATTORIA ,CIACCO,BIONDELLO,FILIPPO ARGENTI IN DECAMERON .NOVELLA 8^ ,GIORNATA IX :< MESSERE,A VOI MI MANDA BIONDELLO PREGANDO CHE VI PIACCIA D'ARRUBINARGLI QUESTO FIASCO DEL VOSTRO BUON VINO VERMIGLIO >.



A "Le Mossacce" ho potuto  "arrubinare"  il bicchiere .

Perché sul tavolo della trattoria divina è possibile ancora gustarsi il vino nel tradizionale bicchiere da mescita toscano  come una volta si poteva fare sul piano di marmo dei vinai della Firenze vera.
Solo in quel tipo di bicchiere si può gioire della vista del rosso rubino che avvolge la superficie del vetro zona dopo zona mentre si ruota il bicchiere in mano e gustare i giochi di luce dovuti alle geometriche sfaccettature della base del bicchiere.
Il  vermiglio  del vino che lampeggia delicatamente davanti a gli occhi di questo tipo di bicchiere mentre lo si gira lentamente in mano offre sensazioni sublimi e richiama alla mente storia,letteratura,cultura e l’anima umana.
La ottava novella della nona giornata del Decameron  usa il termine arrubinare   per descrivere il piacere del rosso rubino che avvolge il vetro di un fiasco,Quale parola potrebbe descrivere meglio di questa la magia luminosa del vino?

Nella novella Ciacco parla con un barattiere e gli affida il compito di chiedere, per conto di Brunello, del vino a “Messer Filippo Argenti, uomo grande e nerboruto e forte, sdegnoso, iracundo e bizzarro più che altro”: <Tu te ne andrai a lui con questo fiasco in mano, e dira'gli così: - Messere, a voi mi manda Biondello, e mandavi pregando che vi piaccia d'arrubinargli questo fiasco del vostro buon vin vermiglio>.

domenica 12 settembre 2010

CARDUCCI,CAMPANA,BILENCHI,FUCINI,COLLODI, MALAPARTE, LUZI, PAPINI, PALAZZESCHI, PREZZOLINI, CECCO ANGIOLIERI,TUTTI A "LE MOSSACCE DIVINA TRATTORIA" . "FA PENSARE A UN NUOVO PREMIO BAGUTTA AL DI SOPRA DEL TEMPO" SCRIVE MELISSA IN EMAIL E IN COMMENTO A POST PRECEDENTE.








"Carducci,Bilenchi,Campana,Fucini,Collodi,Malaparte,Luzi, Papini,Palazzeschi,Prezzolini Cecco Angiolieri ,tutti a Le Mossacce Divina Trattoria di Firenze.
Fa pensare a un Bagutta al di fuori del tempo.E’ una fantasiosa ma carina licenza poetica del Goloso Frequentatore,gatto misterioso bianco e nero di Firenze che arricchisce le foto con il Gatto Silvestro.
Però quel gatto mostra di conoscere bene gli stilnovisti come Matteo Frescobaldi e la sua celebre rima della “bella ladra che co’ suoi begli occhi gli ha furato il cuore”.
E’ proprio Carducci,tanto amante del vino e della buona tavola come Rossini, che scrisse su gli stilnovisti.
Goloso dimmi, la bella signora poco vestita del post “raccolta di sentimenti,vintage” nel  blog Le Mossacce Divina non sarà per caso quella che t’ha il cor furato?"  (Melissa O.-email)



Ho riprodotto  in parte il messaggio di Melissa O. che aveva anche quasi ugualmente commentato il precedente post.

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1)
Chi m’ha il cor furato è la trattoria Le Mossacce,ultimo rifugio della cultura fiorentina; questa trattoria il cuore lo ruba a tutti gli avventori con le sue delizie tipiche (spezzatino ti amo !), il vino servito in fiaschi (caso oramai unico !) e la cortesia innata che consente al cliente di sentirsi come a casa,cioè dove c’è chi ti vuol bene. Per me la cortesia è vera cultura e la vera cultura è civiltà.

2)
Come si fa a non amare il toscanissimo Carducci ed il suo fervente neoclassicismo immerso nel romanticismo,il suo amore per il vino e la buona tavola? E come non amare gli stilnovisti come Dino e Matteo Frescobaldi assieme ai ben più noti Cavalcanti , Guinicelli e Guittone d’Arezzo? (ma io adoro anche i provenzali alla Bertrand da Born con guerre,vino e canti).

3)
Per la signora poco vestita: tutte le donne che si ricordano hanno rubato il cuore.









sabato 11 settembre 2010

MATTEO FRESCOBALDI ,STILNOVISTA FIGLIO DI DINO ,SCRIVEREBBE QUI LE "RIME" IN CUI "UNA BELLA LADRA GLI HA CO' SUOI BEGLI OCCHI IL COR FURATO".MA QUI A "LE MOSSACCE" CI VEDREI ANCHE CARDUCCI,BILENCHI,CAMPANA,FUCINI,COLLODI, MALAPARTE, LUZI,PAPINI,PREZZOLINI,PALAZZESCHI, PRATOLINI, MONTANELLI MA ANCHE, PERCHE' NO ? CECCO ANGIOLIERI.





"Tre cose solamente m'ènno in grado,
le quali posso non ben ben fornire,
cioè la donna, la taverna e 'l dado:
queste mi fanno 'l cuor lieto sentire."

Qui ,al tavolo come questo ,a Le Mossacce, scriverebbe sonetti il  preromantico Cecco Angiolieri ancorchè senese e non fiorentino.
In questa foto ,nei volti caratteristici di chi vive in riva d'Arno,nei fiaschi cari a chi sa poetare, c'è tutta la Firenze e c'è  tutta la Toscana che il mondo conosce ed ama .