CONTRO I VIRUS,I BATTERI E LA TRISTEZZA

sabato 10 dicembre 2011

LE MOSSACCE TRATTORIA DIVINA .STEFANO FANTONI. MARTHA ARGERICH: DOVE SI MANGIA ALLO STESSO TAVOLO DEI MUSICISTI DEL MAGGIO COME POTREBBE IL GOLOSO TRIMALCIONE RINUNCIARE AL CONCERTO DEL 12 DICEMBRE AL TEATRO COMUNALE CON MARTHA ARGERICH E SHOSTAKOVICH?

 

 

 

 

 

 



 

 

 

Martha Argerich, grande ritorno al Maggio .

Il grande ed atteso ritorno di Martha Argerich al Teatro Comunale avviene dopo anni di assenza in un concerto fuori abbonamento e fuori programma lunedì 12 dicembre, alle ore 20.30.


Leggendarie rimangono le sue esecuzioni fiorentine, dalla prima a Palazzo Vecchio, nel salone dei ‘500, quasi 54 anni fa, il 19 gennaio 1958, quando, appena diciassettenne, diretta da Lorin Maazel dette prova di grande padronanza tecnica nel Concerto in la minore op. 54 per pianoforte e orchestra di Schumann; l’11 marzo 1977 giunse al Teatro Comunale, diretta da Kurt Sanderling, ed eseguì il Concerto n° 1 in si bemolle minore op. 23 per pianoforte e orchestra di Pëtr Il'ič Čajkovskij; nel 1987, con Giuseppe Sinopoli il Concerto n° 1 in mi bemolle maggiore R 455 per pianoforte e orchestra di Franz Liszt.
Ora la pianista argentina ritorna con la Verbier Festival Chamber Orchestra ed il direttore ungherese Gábor Takács-Nagy, accanto a David Guerrier (27 anni tromba solista), per proporre all’esigente pubblico fiorentino il Concerto n. 1 in do minore op. 35 per pianoforte, tromba e orchestra di Dmitrij Šostakovic, affiancata da un’orchestra giovane, nata nel 2005, ma che può già vantare concerti con grandi musicisti di fama internazionale (da Renée Fleming a Joshua Bell, da David Garrett a Angela Hewitt), che ogni estate si esibisce appunto al Festival di Verbier, dove la pianista argentina è in ogni edizione del festival una delle protagoniste assolute e più attese.
Pubblicato da

lunedì 5 dicembre 2011

MERMAIDS IN ITALY: DAL BLOG LA TRADUZIONE E LA FOTO DI UN POST DAL NOME CARTESIANO DELLA GIORNALISTA AMY NICOLE BLASZYK,STATI UNITI. "I EAT,THEREFORE I AM".DAL "COGITO ERGO SUM" AL" MI NUTRO QUINDI SONO" . - ABBIAMO MANGIATO IN CUCINA ACCANTO AD UN CARABINIERE E MAMMA DICE DI NON AVER MAI MANGIATO ACCANTO AD UN UOMO CO LA PISTOLA."QUESTA E' LA TRATTORIA CHE PIU' HO GRADITO NELLA COSI' LONTANA ITALIA".




Amy N. Blaszik e la foto da lei scattata.


We asked the guy in a store where mom picked up the third umbrella for a lunch recommendation -- somewhere he would actually eat lunch, without tourists. He suggested Trattoria Le Mossacce. This is my favorite place we've eaten in Italy so far. The place is tiny... like a walk in closet. We are sitting directly next to the kitchen area, which is about as big as a postage stamp. It's like having ring side seats at the food circus. The gas stove is piled high with silver pots, simmering their various scents into the air. We are seated at the same table as two other people, one seems to be a carabinieri. He is eating tortellini. Mom says it's because they look like little doughnuts. She also mentions never having eaten with a man with a gun. Hardy har har. 

We order Fettuna, which is on the antipasti menu. No idea what this is, but I'm feeling adventurous. When it arrives, it's crack masquerading as grilled bread. I think they rub it in garlic and douse it in olive oil. Now this will kill you. I think this bread and oil is the best thing I've eaten in Italy. Go figure. We also order the tortellini, roast chicken (Pollo Arrosto), and white beans in olive oil (Fagioli All'Uccelletto). All were decadent. I would ear here again... like tomorrow.






sabato 3 dicembre 2011

LE MOSSACCE TRATTORIA DIVINA. METTI UNA SERA A CENA DA BRUNO FANTONI E TI SEMBRERA' DI AVERE AL TAVOLO GIOVANNI VILLANI INTENTO A PARLARTI DELLE SUE CRONICHE,MATTEO VILLANI,FILIPPO VILLANI E DINO COMPAGNI.RIVIVRAI I LOCALI DELLA FIORENZA DEI TAVERNAI.




METTI UNA SERA A CENA A FIRENZE IN VIA DEL PROCONSOLO DA BRUNO FANTONI.

AMBIENTE UNICO A FIRENZE E FORSE AL MONDO.
COME NON PENSARE AL PROCONSOLO DELLE ARTI DEI GIUDICI E DEI NOTAI ESSENDO A POCHI METRI DAL PALAZZO CHE DI QUESTA ARTE  FU SEDE ?
E COME NON PENSARE ALLA CORPORAZIONE DEI TAVERNAI ,A QUELLA DEI VINATTIERI CUI FU PARTECIPE NON PRATICANTE MACHIAVELLI ?
TUTTO QUI ,I CIBI  DI UNA TRADIZIONE CHE SEMBRA NASCERE NEL '200, I VINI DEL CHIANTI E DELLA RUFINA E TUTTO L'AMBIENTE CI FANNO  RIVIVERE UNA CULTURA CHE NON TEME I SECOLI,NON TEME I GIUDIZI DEL TEMPO A VENIRE.




                                       A Firenze già via dei Balestrieri



                           Palazzo dei Giudici e dei  Notai



                        Stemma dell'Arte dei Giudici e dei Notai



                  Stemma della Corporazione dei Vinattieri

 
Con questo nome si indicavano i gestori di osterie e taverne, che oltre a mescere il vino davano da mangiare i piatti a base di carne; per questo la differenza tra i beccai e gli osti era in realtà molto sottile ed era invece molto comune trovare un macellaio che avesse aperto una propria taverna e servisse ai propri clienti le carni da lui stesso macellate.
Molte delle taverne di Firenze si trovavano intorno alla chiesa di Santa Maria Maggiore  e presso il Mercato Vecchio esisteva una loggia sotto la quale si trovavano delle botteghe che vendevano dei "piatti pronti", ossia il cibo cotto e la cui attività era sempre sottoposta a rigido controllo da parte del Comune, per evitare che certe pietanze accompagnate da un bicchiere di vino in più riscaldassero troppo gli animi e creassero problemi di ordine pubblico.
Il proibizionismo medievale era rivolto ai pasticci di carne, la milza arrosto, i fegatelli di maiale fritti ed il pesce e gli uccellini arrostiti erano allora considerati autentiche prelibatezze e per legge non potevano essere serviti ai malfattori, ai ladri e alle donne di facili costumi per non incorrere nelle severe sanzioni previste, che arrivavano fino alla distruzione del locale.


(wikipedia)

^^^^^^^^^^^
http://i1126.photobucket.com/albums/l618/ablaszyk/4ef4f8c1.jpg




lunedì 21 novembre 2011

CRAZY HORSE,STEFANO FANTONI E LE MOSSACCE TRATTORIA DIVINA : DAL FILM DI WISEMAN A UNA TRATTORIA UNICA AL MONDO .NOVITA' E CONSERVAZIONE DELLA TRADIZIONE.COME NELLA MUSICA DI JOHANNES BRAHMS.

 





 

"Crazy Horse" di Wiseman proiettato il 19 Novembre 2011 al Festival dei Popoli,cinema Odeon,Firenze così descrive lo storico locale  (secondo La Repubblica):

 

“Eleganza, ricerca ossessiva della perfezione e norme rigidissime per le ballerine che devono risultare il più possibile simili tra loro agli occhi dello spettatore, il film indaga sul lungo lavoro che precede l'esibizione, sulla professionalità dell'ambiente lavorativo e sulla gestione amministrativa del locale. Una celebrazione dello spettacolo e del gioco erotico della seduzione.”

Questa descrizione mi fa pensare a Le Mossacce Trattoria Divina che anch’essa induce seduzione,una seduzione più semplice,di natura ovviamente diversa,senza  le ballerine del celebre nighi club cabaret che Alain Bernardin creò più di mezzo secolo indietro nel tempo, ma una seduzione non inferiore in intensità a quella che si prova nel locale parigino.

Ai tavoli de Le Mossacce basta avere fantasia e una certa volontà di pensare per tornare all’immagine del fascino degli storici locali del centro di Firenze nei quali si incontravano ( e si scontravano) i grandi della letteratura e delle arti figurative.

E come per il Crazy Horse di Wiseman anche a Le mossacce si osservano e si ammirano i due percorsi evolutivi distinti e paralleli,cioè la perfezione dei prodotti offerti che si mantiene immutabile come fosse una costante universale ed il necessario adeguarsi al tempo che scorre e produce cambiamenti nel comportamento,e in parte nel carattere e nelle abitudini,e in un certo senso nella cultura, dei fondatori e del personale di questa trattoria,unica al mondo per caratteristiche, nella quale,si deve ricordarlo,passa ogni giorno il mondo nella sua interezza e nelle sue molteplici differenze culturali e antropologiche oltre che la tradizione toscana ed italiana.

E chi ama la musica , potrebbe,oltre che andare con il pensiero al Crazy Horse ed al film di Wiseman ,ricordare J.Brahms il grande classicista di Amburgo sempre divinamente travagliato fra i due aspetti costituiti dall’arrivo violento di mezzi espressivi nuovi  che condurranno al neoclassicismo Viennese del ‘900 e,nel contempo, dalla volontà ferrea di conservare i valori tramandati.